Cenni storici

Ai tempi di Don Bosco

La presenza salesiana nell'Italia Meridionale, di fatto, comincia con l'apertura di alcune Case nell'ambito dell'Ispettoria Romana o di quella Sicula. Fin dai tempi di Don Bosco, erano stati numerosi da tutto il Sud gli inviti, le sollecitazioni ed i contatti. Egli stesso opera due tentativi di approdo al sud di Roma: a Brindisi ( 1879/80 ) ed a Teano ( 1880 ). Sintomatica la coincidenza di queste date con il viaggio da lui compiuto a Napoli nel 1880, che per alcuni aspetti assume il carattere di voluta presa di coscienza con la realta meridionale, quale espressa dalla sua capitale.


Don Rua mette mano ad un "progetto Sud Italia"

Fu Don Rua - al quale l'Ispettore di Roma, Don Arturo Conelli, poteva scrivere: "Quel Mezzogiorno che sta tanto a cuore a V.S. Rev.ma" - che potè mettere mano ad un "progetto Suditalia". L'iniziale pattuglia di presenza è costituita da Castellammare di Stabia (1894), Caserta (1897), Corigliano d'Otranto (1901), Napoli-Vomero (1901), Case legate a Roma. A queste si aggiunge Bova Marina (1898), legata a Catania. Fa parte la brevissima presenza - tragicamente conclusasi - a Catanzaro (1894), appartenente all'Ispettoria "Estera". Fu ancora Don Rua, cui erano assiduamente presenti i "maggiori bisogni" del Meridione, ad istituire, nel 1902, la prima "Ispettoria Napoletana", al fine di rendere più dinamico l'intervento salesiano in quelle regioni. Essa comprendeva, secondo la dizione usata, "le Case della Campania e del Salento": in pratica, Castellammare, Caserta, Alvito, Napoli, Corigliano (in fase iniziale) e la nascente Portici, provvisoria sede ispettoriale. Questa prima circoscrizione ispettoriale dureràsolo nove anni effettivi e nel 1911/12, sotto il Rettorato di Don Albera, le sue Case furono nuovamente aggregate alla "Romana". Le Case della Calabria rimasero ancora legate alla "Sicula". Il decennio seguente è più di consolidamento che di espansione. Ma, nell'insieme, è notevole il radicamento delle prime Opere alle povertà locali. Emblematico quello di Corigliano d'Otranto‚ - all'estremo tacco dello stivale - orientato a promozione tecnico-economica di una zona agricola sfavorita dalla scarsezza di acqua e dalla natura geologica dei terreni, e quello di Borgia-Soverato, voluto per lenire i lutti ed i guasti operati dal terremoto calabro del 1905.


Rinnovata autonomia ed espansione (1922 - 1959)

Il 1922, auspice Don Rinaldi, vede nascere la seconda "Ispettoria Napoletana", estesa a tutta l'Italia peninsulare meridionale: conta 12 Case e 114 Confratelli. Primo Ispettore è Don Arnaldo Persiani. Secondo l'andamento del tempo, l'orientamento prevalente delle Opere, accanto all'immancabile Oratorio festivo,è quello scolastico - collegiale. Se ne distinguono, però, gli Orfanotrofi di Bari e di Corigliano, la Casa per Sordomuti di Napoli-Tarsia e l'Aspirantato di Torre Annunziata. Non mancano situazioni di frontiera. Si comincia anche ad accettare Parrocchie, in dialogo con le Chiese locali. Continua l'espansione della presenza salesiana con ampia gamma di attività . Nel 1940, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, le statistiche registrano: 10 Case in Campania, 10 in Puglia, 3 in Calabria, 1 in Basilicata, con un totale di 240 Confratelli. Il periodo bellico e postbellico è stato vissuto in piena comunione con le popolazioni locali ed i loro disagi: la Casa di Caserta ha sanguinato, nelle persone e nelle cose, come la Città . Non avendo, poi, dovuto soffrire la azioni militari del 1943/'45, potè subito intraprendere coraggiosa e caritatevole opera di "ricostruzione" volta ai tanti ragazzi poveri che si trovavano sbandati e disorientati. Questa situazione, accompagnata dal fenomeno della ripresa politica e socio-economica nazionale, ha portato a nuovo fervore di Opere.

Dagli anni 60 ai nostri giorni

Nel 1959 l'Ispettoria contava 32 Case con circa 500 Confratelli. Continue e pressanti le richieste di nuove aperture; promettente la fioritura vocazionale. Sotto il Rettorato di Don Ziggiotti, auspice l'Ispettore Don Pilotto, fu decisa la divisione in due Ispettorie: Campano-Calabra (con sede a Napoli) e Pugliese-Lucana (con sede a Bari). Furono anni di particolare crescita, soprattutto per la Pugliese-Lucana, vivace per la sua acquistata autonomia. Quando, però, intorno agli anni che seguirono il 1968, cominciarono - come fenomeno sia ecclesiale che nazionale - a serpeggiare segni di recessione e di turbamento, la situazione dovette essere riesaminata. Si ritornò - durante il Rettorato di Don Ricceri - alla riunificazione, con la denominazione di ISPETTORIA MERIDIONALE. Sede ispettoriale è Napoli; primo Ispettore (1972) Don Pasquale Liberatore.

Le Case sono 34; i Confratelli 420. Gli anni seguenti, che attraversano un periodo storico di particolare incidenza, sono caratterizzati da tendenze di sviluppo e di adeguamento. All'interno della vita religiosa, si punta al rinnovamento, sulle piste segnate dal Concilio Vaticano II e dal Capitolo Generale Speciale. Sul versante della missione, si prende coscienza delle nuove realtà giovanili e delle problematiche connesse con le "nuove povertà". Tutto ciò ha comportato intensa e talora sofferta rielaborazione organizzativa e programmatica, a livello locale e ispettoriale, per una ricollocazione socio-educativa delle Opere, nella ricerca di una nuova significatività. Procedendo "con Don Bosco e con i tempi", l'Ispettoria si presenta oggi con un totale di 35 Case (12 in Campania, 15 in Puglia, 5 in Calabria, 1 in Basilicata, 2 in Albania). 306 Salesiani, impegnati a tempo pieno a rendere presente il carisma di Don Bosco in questa terra del Sud Italia, guardano fiduciosi al traguardo del Terzo Millennio, operando generosamente per la salvezza della gioventù.

d.Pio del Pezzo

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