Misericordia è ravvedersi, convertirsi e credere

venerdì 12 febbraio 2016
Misericordia è ravvedersi, convertirsi e credere

Carissimi Confratelli,

mentre sono in visita alla comunità di Foggia, che chiude questo mio impegno in Puglia, vi raggiungo all’inizio del cammino quaresimale, in questo anno di grazia della “Misericordia”, che ci chiede di sperimentare e annunciare “la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto”

Desidero condividere con voi le sollecitazioni che Papa Francesco ci ha lanciato con il suo messaggio.

1° Ci chiede di contemplare e imitare Maria “icona perfetta della Chiesa che evangelizza” per aver accolto la Buona Notizia a lei rivolta dall’arcangelo Gabriele e che nel Magnificat canta profeticamente la misericordia con cui Dio l’ha prescelta.

2° Definisce questo tempo ”momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio”.

3° Ci ricorda “il primato dell’ascolto orante della Parola”.La misericordia di Dio è infatti un annuncio al mondo, ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona

4° Presenta la Misericordia “… il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere”

Invita a risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà, per entrare sempre più nel cuore del Vangelo con le opere di misericordia”.

 

Carissimi, partendo dall’invito di Papa Francesco sulle “opere di misericordia corporale e spirituale” e dal Convegno celebrato in Agosto (“la misericordia all’opera”), desidero chiedermi come queste “opere” ci possano coinvolgere.

Esse, commenta Papa Francesco, ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti equotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati.

Riscopriamo le opere di misericordia corporale(dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti) ma non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale(consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti).

Mi piace riportare la riflessione di d. Sala al Convegno che riprendendo il CG 27 parla di:

  • Mistici nello Spirito, riferendolo alla nostra personale, profonda esperienza della misericordia di Dio, alla nostra personale amicizia con Dio, alla cura della nostra interiorità apostolica, alla necessaria lotta interiore che dobbiamo intraprendere contro il male che abita in noi.
  • Profeti della fraternità, ripensa alla Chiesa come luogo di una fraternità irresistibilmente profetica. È nota e reale la frequenza con cui papa Francesco esorta le Comunità cristiane ad essere luogo primo di esperienza di fraternità, di perdono e di stima reciproca. Questa è la prima via di rinnovamento nella Chiesa. Perciòci chiede di non lasciarci rubare la Comunità né l’ideale dell’amore fraterno.
  • Servi dei giovani. Un quadruplice modo per essere apostoli della misericordia e rendere concreto in maniera più semplificata il nostro impegno apostolico a favore della misericordia, che coglie nel segno la nostra missione a servizio di ogni giovane e di tutti i giovani.

La povertà più facile da comprendere è quella fisica o economica. Al non avere un tetto      sopra il capo e niente nella pentola, avere fame e sete, non avere di che vestirsi e un    rifugio per difendersi dalle intemperie atmosferiche, oggi aggiungeremmo essere        disoccupati. Ma a ciò non possiamo non aggiungere le malattie gravi o le gravi disabilità, che non possono essere adeguatamente curate e guarite dalla medicina.

Non meno importante della povertà fisica è la povertà culturale, che significa nel caso estremo analfabetismo, e comunque determinante il non avere nessuna o solo qualche possibilità di studiare e, quindi poche prospettive di futuro, esclusi dalla partecipazione alla vita culturale e sociale.

Una terza forma di povertà da menzionare è la povertà in fatto di relazionicheprende in considerazione l’uomo come essere sociale: solitudine e isolamento, perdita del           partner, perdita di familiari o di amici, difficoltà nel comunicare, esclusione colpevole o            imposta dalla comunicazione sociale, discriminazione ed emarginazione fino    all’isolamento in una cella carceraria o a motivo di un bando.

EInfine la povertà spirituale, chein occidente rappresenta un problema serio: mancanza di orientamento, vuoto interiore, carenzadi consolazione e di speranza, disperazione a proposito del senso della esistenza, smarrimento morale e spirituale fino a crollare psichicamente.

Si tratta di individuare nelle nostre realtà educativo-pastorali quali diqueste povertà abitano la vita dei giovani e come poter camminare con loro per vincerle insieme con coraggio, intelligenza e lungimiranza.

Non possiamo fare tutto, ma possiamo concentrarci su alcuni punti di forza per poter agire con efficacia nel nostro tessuto sociale, ecclesiale e giovanile.

Insomma, siamo chiamati a educare con misericordia ed educare alla misericordia. Da una parte affiancando i giovani con pazienza e dolcezza, come Gesù che ha avvicinato e camminato con i discepoli di Emmaus; dall’altra coinvolgendo quei giovani disponibili in cammini coraggiosi di servizio verso i più piccoli e i più poveri.

Concludo, ricordando a me e a ciascuno di voi:

            Ho scelto l’opera di misericordia nella quale in quest’anno in modo particolare voglio investirmi, partendo dalla situazione nella quale mi trovo?

            Inoltre, la mia comunità ha fatto la scelta di un’opera che la coinvolge in modo particolare in questo tempo favorevole?

            Buon cammino quaresimale a tutti, il Signore ci conduca all’esperienza pasquale di vita nuova, abitando intensamente questo cammino personale e comunitario, ricevendo e donando l’abbraccio misericordioso del Padre nell’esperienza della Riconciliazione, e nel vivere l’azione educativa con “opere di misericordia”, amore traboccante di Dio Padre.

                                                                                              d. Pasquale

                                  

Foggia, 10 febbraio 2016   Mercoledì delle Ceneri