Da ferite a “feritoie”

venerdì 6 marzo 2026
Da ferite a “feritoie”

"Come Pietro/e sulle acque. Affidarsi o affondare". Questo è il tema dei nostri Esercizi spirituali a Morigerati, durante il turno "misto" vissuti insieme ad altri ragazzi e ragazze dalla seconda alla quarta superiore degli Oratori del sud Italia. Dal 26 febbraio al 1° marzo, ripercorrendo i giorni del triduo pasquale insieme a Pietro, uomo forte e fragile allo stesso tempo, abbiamo potuto riflettere sulla persona che stiamo diventando, sulla nostra relazione con il Signore e soprattutto su come Lui bussa alla porta del nostro cuore per rendere belle le nostre vite. Abbiamo scoperto che la strada della nostra felicità, che corrisponde al vivere in pienezza la propria vocazione, passa, come per il capo degli apostoli, attraverso ferite e tradimenti che diventano delle occasioni di grazia. Con il Signore, l’impossibile diviene possibile: Pietro cammina sulle acque. Ognuno di noi è come una pietra nelle mani del Signore capace di “camminare” sulle acque. Al contrario, se non accettiamo di essere tra le sue mani, rischiamo di scivolare giù e affondare.

È la fede che ci fa immergere nelle acque sconosciute e soprattutto ci fa riemergere da esse. È ciò che avviene nel Battesimo, sacramento che abbiamo avuto modo di approfondire attraverso le catechesi e i laboratori che ci hanno permesso di creare e personalizzare il nostro Cero pasquale e la nostra veste bianca.

Così, abbiamo scoperto che, come Pietro passa dal rinnegare il Signore nelle ultime ore che lo dividevano dal Calvario a un’amicizia ancora più forte, anche noi possiamo far germogliare le nostre fragilità perché, le nostre ferite, se le affidiamo al Signore, diventano delle “feritoie” attraverso cui la sua grazia arriva al centro del nostro cuore. In questo modo ognuno di noi diviene una luce capace di illuminare la vita degli altri.

Le Lectio divine hanno guidato i nostri momenti di riflessione e condivisione; i tempi di servizio e di svago hanno permesso di crescere nell’amicizia tra di noi. Un’esperienza che ci ha toccato profondamente è stata l’adorazione eucaristica vissuta di notte, alla vigilia della ripartenza. È stata un’occasione spiritualmente arricchente poiché ci siamo ritrovati in silenzio faccia a faccia con il Signore, in un clima di pace e serenità che ha stimolato la preghiera e la commozione interiore. Gli esercizi sono culminati nella celebrazione eucaristica domenicale, Pasqua settimanale del Signore.

In pochi giorni è stato bello scoprire la realtà di altri oratori, conoscere ragazzi che vivono come noi l’ambiente salesiano e che hanno risposto alla stessa chiamata: vivere queste giornate di esercizi spirituali in preparazione alla Santa Pasqua.

In conclusione, si è trattato di quattro giorni che hanno trasformato il nostro concetto di Quaresima da “precetto” a tempo di grazia che, nelle mani del Signore, scalda il nostro cuore e mette in moto i nostri piedi. Allora non possiamo tenere solo per noi la bellezza dell’esperienza che abbiamo vissuto ma ci impegniamo a portarla nella nostra vita quotidiana, a tutte le persone che incontreremo.

 

Le animatrici di Soverato