Di chi ti prendi cura?

giovedì 26 febbraio 2026
Di chi ti prendi cura?

“Educare al bene comune”: questo è stato il tema che ha accompagnato la 37ª Giornata di Studio della Famiglia Salesiana, tenutasi a Cassano delle Murge tra il pomeriggio di sabato 21 e la mattina di domenica 22 febbraio 2026. Questo appuntamento ha visto riuniti i rappresentanti dei 13 gruppi della Famiglia Salesiana presenti nel sud Italia, con l’obiettivo di formarsi, confrontarsi e progettarsi sul tema del Bene Comune.

Il coinvolgimento della numerosa e variegata assemblea salesiana proveniente dalla Basilicata, dalla Campania, dalla Calabria e dalla Puglia ha preso avvio da un saluto dal tono “familiarmente” accogliente della Salesiana cooperatrice, Gabriella Schettini, che ci ha condotto con vivace accompagnamento in tutti i movimenti formativi  dell’esperienza. Dopo  la preghiera iniziale, curata dal Salesiano cooperatore Vittorio Zerbini, con testi e brani musicali suggestivi tematizzati dalla letteratura laica ed ecclesiale-salesiana contemporanea, l’Ispettore, don Gianpaolo Roma, nel suo saluto ai convenuti, ha augurato di vivere intensamente un tempo di riposo generativo sulle tematiche che evidenziano l’attualità della pedagogia sociale e pastorale del carisma di don Bosco ed ha incoraggiato il laicato salesiano al protagonismo nella costruzione  di una società solidale e giusta. Quindi il Delegato Ispettoriale della FS, don Tobia Carotenuto, coordinatore della Consulta, ha presentato l’iter progettuale della Giornata curato dalla Consulta Ispettoriale della FS, organo animativo della FS che, presieduta dall’Ispettore in comunione col Rettor Maggiore nel nostro sud (CIFS 45), serve la comunione tra i Gruppi, perché siano memoria fedele e generativa dell’unico carisma di don Bosco, pur espresso nella pluralità delle forme culturali e spirituali  dei Gruppi molteplici riconosciuti istituzionalmente. Ha evidenziato, altresì, come la scelta del tema della Giornata sia stata espressione di una più chiara responsabilità a “stare” e situarsi nel reale concreto ed ordinario del Bene Comune e fuori della confort zone del mondo salesiano.. 

E si è giunti, quindi, al momento più atteso, quando suor Marinella Gioia, FMA, ha presentato la relatrice,  Suor Alessandra Smerilli, riconosciuta ed apprezzata docente universitaria di economia e  segretaria del Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha conquistato l’attenzione di tutti, sviluppando una relazione su “Ecologia integrale e dottrina sociale nella missione salesiana”.

La prospettiva del suo intervento è stata originale: suor Alessandra ha scelto di suscitare il desiderio di cambiamento non partendo dalla paura - mostrando lo stato in cui versa la nostra casa comune - ma dalla contemplazione del “libro della natura” e delle relazioni umane. Recuperando alcuni passaggi dell’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco, ha ricordato che “ogni creatura ha una funzione e nessuna è superflua. Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi”(LS 84). Inoltre, “abbiamo bisogno di cogliere la varietà delle cose nelle loro molteplici relazioni. Dunque si capisce meglio l’importanza e il significato di qualsiasi creatura, se la si contempla nell’insieme del piano di Dio”(LS 86). Attraverso questa necessaria interdipendenza delle creature, voluta da Dio, suor Alessandra ci ha accompagnati a comprendere il significato profondo di ecologia integrale, che emerge dall’enciclica come responsabilità affidata alla famiglia umana di custodire la casa comune e, in una visione integrale, la vita di tutti gli esseri viventi. L’ecologia integrale, unita a una conversione ecologica, permette di educare e di promuovere uno sviluppo umano integrale che, in termini evangelici, può essere tradotto come “vita in abbondanza” per tutti (Gv 10,10). Nel suo intervento, suor Alessandra si è soffermata anche sulla necessità di convertire il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi, spesso caratterizzato dalla velocità e dalla grande quantità di informazioni. Partendo dall’enciclica Fratelli tutti, ha aiutato l’assemblea a “riconoscere la tentazione che ci circonda di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli”, tanto che “ci siamo abituati a girare lo sguardo, a passare accanto, a ignorare le situazioni finché queste non ci toccano direttamente” (FT 64), per arrivare a proporre un paradigma rivoluzionario: il paradigma della cura. Dopo l’intervento di Alessandra Smerilli, con l’aiuto del giornalista Paolo Romano, si è vissuto un momento di dialogo e di intervista alla relatrice, attraverso il quale si è potuto conoscere meglio il lavoro che quotidianamente svolge il Dicastero. La giornata si è conclusa con tre brevi testimonianze sui carismi specifici dei Gruppi dei Micheliti, delle Figlie del Divin Salvatore e delle Apostole della Santa Famiglia. È seguita, quindi, la Buonanotte della Visitatrice FMA , suor Lidia Strzelczyk, presentata dall’Ispettrice, suor Ivana Milesi.

La mattinata di domenica è stata dedicata ai lavori di gruppo, animati anche dalla presenza di testimoni e promotori di buone prassi orientate all’esercizio del bene comune. In particolare, i partecipanti si sono divisi in sei gruppi di interesse: terzo settore, disagio giovanile, new economy e sviluppo sostenibile, scuola, lavoro e politica. Dopo essere stati provocati dalle testimonianze, si sono confrontati sui temi scelti, immaginando possibili orientamenti da vivere come Famiglia Salesiana. Dopo un confronto assembleare che ha visto la restituzione del lavoro svolto nei singoli laboratori, l’Ispettore ha incoraggiato a non tirare conclusioni ma incominciamenti; a ritenere che educare al bene comune significa che il bene comune è superiore al bene dei singoli; a non ritenere di difendere il proprio pezzo e a non difendere il proprio spazio come se fosse il tutto. Ha poi consegnato due impegni da curare particolarmente. Ad intra: nessun gruppo è padrone del carisma. Ad extra: le nostre strutture e le nostre opere non possono essere ripiegate ad interessi che non coincidono con la missione. E, dunque, è necessario che ora si proceda alla prassi. Il bene comune è un criterio che oriente la nostra fedeltà al carisma!   

La mattinata si è conclusa con l’Eucaristia presieduta dal Visitatore SdB don Juan Carlos Pérez Godoy. La giornata di studio ha permesso ai membri della Famiglia Salesiana di comprendere che, per educare al bene comune, bisogna prima educarsi al bene comune e, con responsabilità e partecipazione attiva, traghettare il nostro mondo verso l’incontro con l’altro, un incontro che presuppone non più la domanda “che lavoro fai?” ma “di chi ti prendi cura”.

 

Claudio De Benedittis